Raccolta delle fonti primarie
Partiamo da atti, verbali e delibere delle soprintendenze, non da comunicati. Se un documento non è consultabile, lo segnaliamo nel pezzo invece di riempire i vuoti con ricostruzioni.
Come lavoriamo
Ogni inchiesta su tutela del patrimonio e beni culturali segue una sequenza fissa: verifica delle fonti, riscontro documentale, confronto con i tecnici, pubblicazione. Qui trovi cosa aspettarti e dove il percorso si blocca.
Partiamo da atti, verbali e delibere delle soprintendenze, non da comunicati. Se un documento non è consultabile, lo segnaliamo nel pezzo invece di riempire i vuoti con ricostruzioni.
Ogni dato su restauri pubblici o bilanci dei musei statali viene confrontato con almeno due fonti indipendenti. Quando i numeri non coincidono, pubblichiamo entrambe le versioni e spieghiamo la discrepanza.
Le richieste di accesso seguono l'iter amministrativo previsto. I tempi di risposta variano molto tra istituti centrali e periferici: lo diciamo in apertura, così sai quanto può durare un'inchiesta prima di arrivare in pagina.
Restauratori, funzionari e archeologi leggono le bozze prima della pubblicazione. Non per approvarle, ma per correggere errori tecnici su materiali, tecniche e procedure di cantiere.
Non pubblichiamo stime non verificabili sul valore di mercato dei reperti, né anticipiamo nomi di indagati prima della chiusura delle indagini. Su questi punti la redazione non tratta.
Per capire come questi passaggi si traducono in articoli pubblicati, leggi la sezione Processo editoriale oppure consulta le Aree di competenza della redazione.